VINCITORE DELLA XXII EDIZIONE DEL
PREMIO LETTERARIO LA TORE ISOLA D'ELBA:
STEFANO ZURLO


Stefano Zurlo La premiazione avverrà il giorno sabato 25 luglio 2026, ore 21.45 in Piazza della Chiesa a Marciana Marina. La serata sarà condotta dal prof. Angelo Filippo Rampini dell'Università di Brescia. Non mancherà il consueto omaggio del dott. Marcello Bruschetti, presidente di Enoglam EVO.

L'opera premio 2026 è realizzata dal pittore e cantautore Luca Carboni e acquistata da Acqua dell'Elba. Partecipa all'evento la Libreria Rigola di Marciana Marina.

Stefano Zurlo, viene formalmente proclamato Vincitore della Ventiduesima Edizione del Premio Letterario La Tore Isola d'Elba con la seguente




Motivazione del Premio

"Per la sua carriera di giornalista iniziata prima all'Europeo poi a "Il Giornale" dove, nel periodo "Mani Pulite", ha iniziato la sua carriera di successo come giornalista politico e di inchiesta.
Per aver proseguito la sua carriera nella carta stampata divenendo, nel tempo, dello stesso quotidiano editorialista e poi tra le principali firme del giornalismo italiano.
Per aver dato nelle inchieste che ha seguito in prima persona un taglio altamente professionale e scrupoloso, seguendo le note vicende di Tangentopoli, Vallettopoli, Cogne e Garlasco della quale tragica vicenda è rimasto, fino a i nostri giorni, uno dei principali giornalisti chiamati in televisione come opinionista di primo livello.
Per la triste "Vicenda Barillà", perché attraverso il suo libro "L'uomo sbagliato", egli ha messo mediaticamente in luce in tutta la sua tragica essenza la vicenda e dal quale volume è stata tratta una serie tv RAI di grande successo, interpretta con grande "pathos" dall'attore Giuseppe Fiorello.
Per i suoi volumi riguardanti le principali vicende giudiziarie italiane degli ultimi trenta anni, in particolare quelli relativi alla Magistratura, ove pur mostrando verso di essa un assoluto rispetto come Istituzione, ha tuttavia, con scrupolo ed attenta analisi, cercato di evidenziarne anche i limiti e le storture.
Per il suo ultimo volume di grande successo e di straordinaria attualità "Senza giustizia" che ripercorre le migliaia di errori giudiziari italiani, dando voce e anima a vicende e persone distrutte, spesso dimenticate.
Per la sua capacità di conduzione ed intrattenimento televisivo mostrata anche recentemente nella docuserie Netflix, dedicata a Wanna Marchi, nella quale si ricostruisce soprattutto la "vicenda italiana" degli ultimi quaranta anni.
Per la sua complessiva figura di Uomo di Cultura che ha saputo ritagliarsi nel panorama culturale, giornalistico e letterario italiano uno spazio originale e assolutamente non sovrapponibile ad altri."

Biografia

Stefano Zurlo nasce a Milano nel 1963, in una famiglia di avvocati. Cresce nel capoluogo lombardo e, fin da giovane, dimostra una spiccata curiosità verso l'attualità e le dinamiche giudiziarie, influenzato probabilmente dall'ambiente familiare.

Il giornalismo diventa presto la sua vocazione: gli esordi avvengono tra le pagine dell'"Europeo", celebre rivista di inchieste, dove firma servizi che segneranno l'avvio di Tangentopoli, la stagione denominata "Mani Pulite". Questa formazione sul campo si rivelerà fondamentale per la sua futura specializzazione nella cronaca giudiziaria e investigativa. La carriera di Stefano Zurlo è lunga, ricca di tappe significative e riconoscimenti.

Dopo l'esperienza con l'"Europeo", nel 1994 entra nella redazione de "Il Giornale", quotidiano di rilievo nazionale dove nel tempo diventa inviato speciale e editorialista. Qui si occupa principalmente di cronaca giudiziaria, seguendo processi storici come l'inchiesta "Mani Pulite", e casi di cronaca nera di grande impatto mediatico, tra cui quelli di Cogne e Garlasco.

La sua competenza e la sua notorietà lo portano spesso a essere ospite in talk show politici e programmi di approfondimento come "Omnibus", "Porta a Porta", "In onda" e "Che c'èdi nuovo" su Rai. Ospite fisso anche di altre trasmissioni come "Quarto grado" è un volto televisivo molto popolare e apprezzato. Oltre all'attività giornalistica, Zurlo è anche autore e conduttore televisivo.

Ha insegnato giornalismo alla Link University di Roma e ha scritto numerosi libri d'inchiesta e di approfondimento sociale e giudiziario.

Tra i riconoscimenti ricevuti spicca il premio Corrado Alvaro per il libro "Inchiesta sulla devozione popolare" (2003). Altri suoi lavori includono "L'uomo sbagliato" (da cui è stata tratta la fiction con Beppe Fiorello), "La legge siamo noi. La casta della giustizia italiana", "Prepotenti e impuniti" e "La strega della Tv: Wanna Marchi: ascesa e caduta di un mito". Da lui curata anche la serie Netflix "Wanna", di grande successo.